Manovra, governo frena sull'ecotassa: "Norma si può migliorare in Senato"

Il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio parla di "un bonus malus sulle auto che permette di pagare meno tasse e avere meno aggravi in base a quanto fa di emissioni la macchina. Le auto elettriche costeranno di meno". Contrario Salvini. Critici sindacati e costruttori: "Misura miope"
06 dicembre 2018 La tassazione sulle utilitarie diesel e benzina scatena le proteste delle imprese e dei sindacati e preoccupa gli automobilisti tanto da far scattare la retromarcia del governo, sull' emendamento approvato dalla commissione bilancio della Camera sulle auto. "Non vogliamo creare degli shock al mercato dell'auto e ai costruttori - ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, in una diretta Facebook - la norma è passata così alla Camera ma si può migliorare al Senato. Ho ricevuto telefonate dalle case costruttrici e dai consumatori, li metteremo attorno ad un tavolo, vogliamo creare una normativa per ridurre l'inquinamento", ha aggiunto. La norma in questione L'emendamento prevede un bonus malus per le auto in base alle emissioni di Co2. Dal primo gennaio 2019 ci sarà un'imposta crescente - dai 150 ai 3.000 euro - se si immatricolerà un'auto nuova con emissioni superiori ai 110 g/km, mentre sarà dato un incentivo - da 6.000 a 1.500 euro - per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2. Contrario Salvini: "Nessuna nuova tassa sulle auto" "Sono assolutamente contrario ad ogni forma di nuova tassa su un bene già ipertassato in Italia", aveva detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando a caldo l'ipotesi dell'ecotassa sulle auto non elettriche. E poi ha aggiunto che la Lega farà di tutto per cambiare la norma: "Il Senato potrà migliorare una manovra che parte già positiva. Di tasse sulle auto che non ci saranno e di zero virgola parleremo in seguito". Il Ministro Costa: "Bisogna tener conto di chi ha la 'Pandarella'" Nel dibattito interviente anche il ministro dell'ambiente, Sergio Costa (M5S), intervistato alla trasmissione "Radio anch'io" su Rai Radio1. "Abbiamo un principio europeo, chi inquina paga, che non è repressivo, ma preventivo: se tu non intendi allinearti alla salvaguardia del pianeta, devi essere sfavorito. Ecco perché c'è l'incentivazione sulle auto elettriche, che deve essere estremamente sostenuta, e dall'altra parte bisogna bilanciarla tenendo conto della povera gente, che magari ha la 'pandarella' e ha difficoltà. Favorire chi non inquina "Dobbiamo tendere a favorire chi non inquina, e di conseguenza orientare il mercato, perche' deve essere conveniente non inquinare - ha aggiunto Costa - detto questo, poi c'e' il dibattito politico. l'importante e' il dialogo, per vedere la visione nella quale ci stiamo muovendo". Gelmini (FI): "Bastonata per chi deve acquistare auto" "Dal governo gialloverde, quello del cambiamento e del popolo, arriva una nuova stangata sulle auto. L'esecutivo tassa le utilitarie, le diesel e benzina. Una bastonata, un salasso per chi deve comprare una nuova autovettura e per chi magari ha gia' parecchie difficolta' nel farlo". Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Federmeccanica: "Misura miope" L'alzata di scudi è generale e trasversale. Unisce imprese e sindacati. "Finirà che gli operatori del settore auto e i lavoratori dovranno scendere in piazza insieme. Il governo è di nuovo riuscito a unire imprese e lavoratori nella protesta", sottolinea il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz. Parla di "misura miope che non aiuta a rinnovare il parco auto" l'Unrae, l'associazione delle case estere in Italia, mentre per Federauto il provvedimento "disincentiva le vendite con gravi conseguenze occupazionali". Critici i sindacati Concordano tutti i sindacati. "Dal Governo l'ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente. Queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori", afferma Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl. "Gli investimenti già programmati verranno messi in discussione, e le ripercussioni saranno pesantissime per l'occupazione", sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim. Per il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, "colpire il comparto dell'auto significa mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro". E' una "misura estemporanea" anche per Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive, che chiede al governo di "non investire per pochi, ma per le auto di massa ecologiche e nel car sharing ibrido ed elettrico".

Manovra, governo frena sull’ecotassa: “Norma si può migliorare in Senato”

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